La European Bicycle Manufacturers Association (EMBA) ha presentato una denuncia antidumping presso la Commissione Europea. “Le e-bikes cinesi stanno inondando il mercato dell’UE“, ha dichiarato il segretario della EBMA, Moreno Fioravanti.
Mantenere alta la pressione sui costruttori di biciclette cinesi: è questa la richiesta dei produttori di biciclette europei per contrastare l’arrivo di milioni di bici elettriche a basso costo che compromettono seriamente migliaia di posti di lavoro e la produzione locale.
L’EMBA afferma che i produttori cinesi stanno invadendo il mercato europeo con “e-bikes cinesi illegalmente vendute sotto i loro costi di produzione“.
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Secondo la European Bicycle Manufacturers Association, le importazioni di e-bikes cinesi in Europa sono aumentate da quasi zero nel 2010 a circa 800.000 nel 2017. Il gruppo industriale ha presentato una denuncia alla Commissione Europea che accusa i produttori cinesi di dumping, cioè l’esportazione di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno, con l’aiuto di sussidi pubblici.
La denuncia sostiene che le sovvenzioni offerte dal governo cinese consentono ai produttori locali di vendere le e-bikes in Europa a prezzi più bassi dei loro costi di produzione. Il segretario generale dell’EMBA, Moreno Fioravanti, in una dichiarazione, ha affermato che l’associazione ha presentato una denuncia alla Commissione Europea esortando l’imposizione di dazi antidumping sulle e-bikes. Al momento i costruttori cinesi pagano un dazio del 6 per cento sulle bici elettriche.
Nel frattempo, la Comunità Europea ha annunciato agli inizi di settembre che un dazio antidumping del 48,5 per cento è imposto sulle biciclette cinesi dalla fine degli anni ’90 e dovrebbe scadere ufficialmente il 6 giugno 2018. Ma i commissari hanno dichiarato che i produttori europei potrebbero richiedere una revisione di quella data di scadenza, che estenderebbe efficacemente i dazi antidumping per altri nove mesi.
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Bici elettriche in Europa: alcuni dati
Con oltre 90.000 operai qualificati diretti e indiretti, l’industria della bicicletta europea ha investito oltre 1 miliardo di euro nello sviluppo di bici ed e-bike solo nel 2016. Di conseguenza, gli investimenti principali dell’UE, l’innovazione e la competitività, nonché l’occupazione sostanziale e la protezione dell’ambiente sarebbero a rischio senza l’imposizione di concrete misure.
Nel complesso, il mercato europeo è in piena espansione, ma l’esplosione di crescita delle e-bikes cinesi annichilirebbe la produzione europea entro pochi anni se non saranno imposte le dovute misure legittime di difesa commerciale dall’UE.
Le misure antidumping sono chiaramente nell’interesse dell’Unione Europea, poiché quella delle e-bikes è un’industria strategica e innovativa per il futuro verde e intelligente dell’Europa.

