La prima bici elettrica: consigli per i neofiti

Hai deciso di entrare nel mondo delle bici elettriche ma ne sai poco o nulla? Nessun problema, ecco qualche consiglio rivolto ai novizi, per scegliere con saggezza il mezzo più adatto!

Scegliere la bici elettrica: cominciamo!

Prima di tutto, bisogna avere le idee chiare sull’utilizzo che si vuole fare del proprio mezzo. Cerchi una bicicletta da utilizzare nel circuito urbano o una mountain bike da escursione? La userai per brevi tragitti o in maniera continuativa? Sei un tipo atletico o pigro? Le risposte a queste domande inizieranno a tracciare un profilo della tua bici ideale.

Ad ogni modo, tieni a mente che le bici elettriche (tutte le bici elettriche) non possono, a norma di legge, superare i 25 km/h, dopodiché, il motore viene disattivato e per raggiungere picchi di velocità superiore dovrai spingere sui pedali! Esistono anche bici in grado di superare tale soglia e di varcare il limite dei 250 W di potenza, ma in tal caso non si parla di biciclette a pedalata assistita o pedelec ma di mezzi equiparabili a ciclomotori (e ai vincoli normativi e burocratici che ne conseguono).

La batteria

La scelta della batteria della bici elettrica è di importanza chiave. Ne esistono di due tipi: quella al litio e quella al piombo. Di solito, è preferibile optare per la prima possibilità: le batterie al litio hanno una resa maggiore, un ciclo di vita più lungo e garantiscono minore necessità di ricarica. Quelle al piombo sono diffuse ancora soprattutto sui modelli di fascia economy.

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Il motore

Esistono tre tipi di motore: quelli montati centralmente, quelli sul mozzo anteriore e quelli sul mozzo posteriore. Senza addentrarci troppo in tecnicismi, limitiamoci a dire che i motori centrali sono consigliati soprattutto per chi fa sport o si dedica a escursioni e sentieri tortuosi poiché garantisce una maggiore resistenza alle vibrazioni e non monta sulla ruota. Il motore a mozzo anteriore è indicato per chi utilizza il pedelec su circuito urbano, è semplice da montare e si nasconde bene nel telaio ma si espone al rischio di rottura su circuiti irregolari in cui lo stress sul mezzo è consistente. Il motore al mozzo posteriore è la soluzione intermedia, compromesso tra la semplicità di installazione e la discrezione dell’hub a mozzo anteriore e la resistenza alle sollecitazioni di quello centrale.

Sensori di cadenza o sensori di sforzo?

Prima di tutto: cosa significa? Si tratta del tipo di tecnologia utilizzata per gestire la pedalata: i sensori a cadenza di pedalata permettono al motore di attivarsi solo dopo avere iniziato a pedalare; quest’ultimo adatterà la potenza erogata a seconda del livello di assistenza selezionato (di solito, si va dai 3 ai 7 livelli di assistenza); i sensori di sforzo, invece, permettono l’attivazione del motore al primo impulso da parte del piede sul pedale. La prima soluzione permette alla batteria e al motore di subire meno sollecitazioni, la seconda richiede meno sforzo nella pedalata ed è molto utile nelle ripartenze da fermo o in salita.

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