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Bike Sharing Free Floating: a Milano il noleggio senza stazione?

Milano si conferma vertice dell’innovazione sostenibile italiano: il nuovo progetto, preso in esame dalla Giunta Sala, sarebbe infatti quello della realizzazione di un bike sharing free floating, sul modello di eccellenza di Shanghai e già sviluppato anche a Berlino.

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Bike sharing free floating: cos’è

Il Bike sharing free floating è un tipo di servizio che offre la possibilità di noleggiare bici tradizionali e biciclette a pedalata assistita senza la necessità di recarsi presso le apposite stazioni di sosta. Il modello di bike sharing free floating consente così di ritirare la propria bici o e-bike nel posto più vicino al proprio punto di locazione e di posteggiarla liberamente per la città, senza la necessità di raggiungere la stazione più vicina per la sospensione del noleggio.

Le difficoltà del progetto di bike sharing free floating

Il vero problema alla fattuale realizzazione del progetto di bike sharing free floating starebbe, però, nelle difficoltà gestionali a fronte di un alto rischio di furti e atti vandalici. Il modello senza stazione sta riscuotendo ampissimi consensi sia in Cina che in Germania, realtà in cui il senso civico è ritenuto tra i più alti al mondo e dove l’incidenza di furti e danneggiamenti da parte dei fruitori è pressoché nullo.

A Milano, al momento, filtra pessimismo riguardo alla fattibilità del progetto; d’altra parte, non sembra però che i rischi imprenditoriali siano insormontabili e non è escluso che, entro i prossimi mesi, il comune decida di emanare un bando pubblico per la concretizzazione del servizio, data la già annunciata rinuncia da parte dell’operatore dell’attuale sistema del bike sharing milanese.

Come funziona il bike sharing free floating

Le bici a pedalata assistita e quelle tradizionali, ad oggi, sono gestite tramite stazioni apposite dove gli utenti noleggiano e rilasciano il mezzo. Il bike sharing free floating si basa sull’utilizzo di geolocalizzatori che permettono, grazie a un’app che ne tiene traccia, di individuare facilmente il mezzo più vicino all’utilizzatore. Tramite la stessa app, l’utente attiva e disattiva il noleggio, pagando le tariffe in relazione alla durata del servizio. Il sistema, in tal senso, è praticamente identico a quello che i milanesi hanno già imparato ad utilizzare con i servizi di car sharing. Una procedura intuitiva, funzionale, innovativa e che a Shanghai e Berlino ha conquistato consensi e approvazioni unanimi. Resta da verificare la fattibilità dell’investimento per la collettività in termini di qualità del servizio e per lo stesso operatore dal punto di vista del guadagno (a fronte di un notevole rischio d’impresa). Ad oggi il progetto sembra complicato ma non impossibile.

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Il bike sharing a Milano oggi

Milano si conferma da almeno un decennio eccellenza della mobilità urbana: il bike sharing nel capoluogo meneghino esiste dal dicembre del 2008 e, dal 2015, alla flotta di biciclette tradizionali (do colore giallo) sono state aggiunte quelle a pedalata assistita (rosse), che hanno incassato l’approvazione degli utenti.

Milano però non si ferma e continua a investire nella mobilità sostenibile: alle attuali 282 stazioni si prevede, in futuro, l’aggiunta di altre 140 sedi, oltre all’ingrandimento di quelle più nevralgiche, spesso troppo affollate e sprovviste di slot per il rilascio della bicicletta.

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