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Bici elettrica o scooter elettrico: differenze e caratteristiche

Una delle domande che si pone chi desidera acquistare un mezzo ecosostenibile è: bici elettrica o scooter? Nonostante questi due mezzi sembrino apparentemente molto simili, in verità risultano estremamente differenti, sia da un punto di vista strutturale che legale.
Per tale ragione, prima di procedere con l’acquisto, meglio scoprire caratteristiche e differenze di questi veicoli a due ruote così diffusi.

Bici elettrica o scooter: caratteristiche bici elettrica

La bici elettrica è un veicolo a due ruote che si distingue dalla bici tradizionale per la presenza di motore e batteria. La differenza sostanziale con lo scooter si basa proprio sul funzionamento del motore che si attiva solo ed esclusivamente quando si comincia a pedalare e non a bici ferma. Questa componente elettrica è molto utile per il ciclista: agevola la pedalata, sia in rettilineo che su strade ripide e soprattutto permette di fare sport senza compiere eccessivi sforzi. Con la bici elettrica, a differenza dello scooter, si può transitare sia in zone pedonali che a transito limitato poiché il mezzo non è catalogato come ciclomotore. L’alimentazione del motore può raggiungere solo ed esclusivamente i 25km/h, non oltre e non di meno. In caso contrario, questo cessa di funzionare. Un’altra differenza? Una bici può diventare elettrica usufruendo di un kit specifico mentre lo scooter assolutamente no.

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Bici elettrica o scooter: caratteristiche dello scooter elettrico

Lo scooter elettrico, a differenza della ebike, possiede sì un motore ma che si alimenta anche da fermo ed in continuazione. Nonostante questo mezzo possegga dei pedali non significa che possa essere paragonato ad una bici elettrica. Questi servono solo a mantenere l’autonomia dello scooter, ad aumentare la velocità e a procedere in assenza di batteria. A differenza della bici elettrica, per guidare lo scooter elettrico, il Codice della Strada prevede il possesso della patente AM, l’ausilio del casco ed anche l’immatricolazione con annessa targa di riferimento. Con lo scooter non si può procedere in zone a traffico limitato, men che meno in zone pedonali.
Inoltre, chi lo utilizza come fosse una bici elettrica può ricevere una denuncia ed una multa anche fino a €2.000.

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Andare a lavoro in bici: a Cesena guadagni fino a €2,50 al giorno!

Chi l’ha detto che andare a lavoro in bici non possa essere anche un modo per… guadagnare? Da oggi, lunedì 2 Luglio, chiunque abiti a Cesena o Cesenatico può guadagnare circa €2,50 al giorno semplicemente andando a lavoro in sella alla propria bici o bici elettrica. Un modo come un altro per salvaguardare la salute del nostro pianeta, surclassare l’inquinamento incentivando la voglia del cittadino ad abbandonare finalmente l’auto.

Andare a lavoro in bici: una vera novità

Da Lunedì 2 luglio andare a lavoro acquisterà tutto un altro “sapore”. A Cesena e Cesenatico, il Comune ha promosso una vera iniziativa eco-friendly: chiunque decida di andare a lavoro in bici può arrivare a guadagnare circa €2,50 al giorno, con un totale di €50 al mese fino a novembre. La cosa più importante è essere possessori di una bici ed utilizzarla ogni volta che ci si reca presso il proprio ufficio o posto di lavoro.

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Ma come funziona questa iniziativa?

Per appoggiare questa iniziativa, è necessario iscriversi recandosi al Comune e compilare un modulo apposito. Il requisito principale per poter partecipare è solo uno: possedere un veicolo a motore e dimostrare di averlo usato fino ad ora per recarsi a lavoro. Dopo essersi iscritti, si procederà con una sorta di monitorazione: per questo è necessario portare sempre il proprio cellulare con sé quando si è in viaggio. Questa iniziativa è davvero aperta a tutti: lavoratori dipendenti o autonomi, che risiedono presso i Comuni di Cesena o Cesenatico e che lavorino sia lì che in città limitrofe.

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Un progetto senza precedenti

Questa iniziativa tipicamente emiliana non ha davvero precedenti. Per questo, siamo certi che farà discutere. Tra le altre cose, il budget messo a disposizione dal Comune non è neanche così indifferente: circa 90.000 euro, concessi dal Ministero dell’Ambiente, da spendere nel triennio di riferimento 2018-2021.

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Bici elettrica: accorgimenti per chi la usa per la prima volta

Avete acquistato da poco la vostra bici elettrica ma non sapete come guidarla? Un’e-bike è meccanicamente diversa rispetto ad una bici tradizionale: possiede motore, batteria e altrettanti sensori che la rendono comoda per i ciclisti navigati ma un po’ più complessa del normale per i principianti. Per questo, prima di intraprendere il cammino, è necessario prendere in considerazione alcuni accorgimenti, al fine di pedalare in modo corretto e sicuro.
Di quali accortezze stiamo parlando? Scopriamolo subito.

1. Bici elettrica uso: fate sempre un check a freni e batteria

Prima di iniziare a pedalare, è importantissimo controllare tutte le parti elettrificate della propria bici, in modo da poter procedere sicuri nel proprio percorso. Controllate innanzitutto i freni, sia posteriori che anteriori: entrambi devono avere la stessa potenza di frenata, un’omogeneità importantissima per la sicurezza. Successivamente, fate un check della batteria e controllatene la carica. Purtroppo in Italia non esistono molte stazioni di rifornimento per le bici elettriche. Per questo è importante controllare lo stato di carica prima di partire, al fine di non rimanere per strada.

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2. Come si parte?

La partenza è una fase importantissima di una bici elettrica. Se siete dei principianti, iniziate a fare pratica in un’area possibilmente lontana dal traffico, procedendo cautamente. Nel momento in cui si inizia a pedalare, dosate la vostra forza e premete i pedali in modo leggero. La struttura elettrica della bici si mette in moto quando si inizia a pedalare e quando si accelera. Per questo è bene partire cautamente in modo da non farvi sorprendere dalla potenza che sprigiona l’avvio del motore.

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3. Non dimenticate il casco

Questa raccomandazione vale sia per i ciclisti in generale, che per chi usa le bici elettriche. É importantissimo, infatti, indossare sempre un casco protettivo, al fine di preservare la testa da eventuali pericoli. Ovviamente, il casco deve essere da ciclista e non da motociclista: nonostante la bici elettrica possegga un motore, non viene considerata ciclomotore ma una semplice bici. Quindi, potete indossare una protezione un po’ più leggera ma ugualmente utilissimo durante la pedalata.

come pulire una bici elettrica

Come pulire una bici elettrica: 3 consigli super pratici

La pulizia ed il lavaggio della propria ebike è importantissimo e non solo per un fattore estetico. Prendersene cura significa anche avere una buona possibilità di ottimizzarne il più possibile la durata e le sue funzionalità.
A differenza delle bici tradizionali, però, la bicicletta elettrica richiede un lavaggio molto più attento ed accurato, in quanto possiede componenti elettrici e meccanici (come batteria e motore) di facile usura, in particolar modo se a contatto con acqua o con detersivi molto aggressivi.

Ma come pulire una bici elettrica? Ve lo spieghiamo in 3 semplici passi.

1. Come pulire una bici elettrica: lavaggio con detergenti

Per prima cosa, bisogna procedere con il lavaggio tradizionale. In questo caso, basta servirsi di acqua e detergenti ad hoc, sgrassanti ma non eccessivamente corrosivi. Prestate sempre attenzione a non bagnare le parti meccaniche della vostra bici, come il motore e la batteria, in quanto potreste comprometterne irrimediabilmente le funzionalità. Durante il lavaggio, partite dal mozzo per poi procedere verso il telaio. Utilizzate spugne e spazzole, ma dalle setole possibilmente morbide. Dopo, risciacquate con acqua.

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2. Fatela asciugare completamente

Dopo aver terminato con il processo di lavaggio, procedete con l’asciugatura. Ricordate di utilizzare la bici elettrica sempre e solo dopo averla fatta asciugare completamente, per eliminare tutta l’eventuale umidità ancora presente sui componenti elettrici. Potete lasciarla asciugare all’aria aperta, oppure accelerare il processo utilizzando un panno morbido, in particolar modo nelle zone più delicate del mezzo.

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3. Pulite ruote e catena

Le ruote e le catene sono due componenti essenziali di una bici e vanno puliti con particolare accortezza. Per quanto concerne le ruote, basta rigirare sottosopra la bici e utilizzare un panno imbevuto di acqua e sapone di Marsiglia, al fine di eliminare tutti i residui di polvere e fango, in particolar modo se utilizzate il mezzo in città. Le parti in acciaio potete pulirle anche usando semplice acqua e aceto.
La catena, invece, va sgrassata con del lubrificante per ovviare il rischio di una precoce usura: basta solo smontare il carter di protezione, pulire la catena con uno straccio e uno spray e successivamente riposizionare il carter al suo posto.

novità per le e-bike

Novità per le e-bike: presto si gestiranno con lo smartphone

Pensate alla vostra bici elettrica e a quanto sarebbe bello se si potesse gestire tramite smartphone. Sappiate che ciò è possibile. La società Sitael, un’azienda pugliese che lavora nel settore della sicurezza spaziale, ha creato una piccola chiave magnetica dal nome Mat, che permette di controllare la bici elettrica attraverso il proprio smartphone. Una novità premiata anche a Las Vegas dalla Consumer Technology Association e che si prevede possa essere lanciata già nel prossimo Marzo.

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Una chiave per gestire la bici elettrica

La Sitael, società di Mola di Bari che da poco collabora con la Nasa e che si occupa di sicurezza nel settore spaziale, ha inventato una chiave magnetica che permette di controllare le bici elettrica attraverso l’uso del proprio smartphone. In pratica, attraverso i sistemi GPS e GPRS, ogni utente si connette in modalità wireless con la propria bici, appoggiandovi vicino semplicemente il cellulare. In questo modo, il display del proprio telefono diventa il centro operativo della propria e-bike. Difatti, attraverso questa chiave, si possono controllare tutte le funzionalità della bici, tra cui i sistemi di sicurezza come l’antifurto. La chiave si chiama Mat, acronimo di magnetic assisted tap.

Una vera novità per le e-bike

La chiave Mat non è solo una tecnologia innovativa, ma è anche una comodità che verrà senza dubbio apprezzata dagli appassionati di bici elettriche. Dagli ultimi test, infatti, si è scoperto che la Mat è resistente all’acqua e alle temperature più estreme, come -20° C e +85°C. Questo sistema, non sarà utile sono per gli appassionati che amano utilizzare in tutta sicurezza la propria bici elettrica, ma anche per le città che vogliono investire nel bike sharing e nella mobilità sostenibile.

Un riconoscimento internazionale

La società Sitael, tra le altre cose, ha anche ricevuto un prestigioso premio per l’invenzione della chiave Mat. A Las Vegas, infatti, è stato consegnato il premio Honoree al CES 2018 Innovation Awards, durante la manifestazione CES 2018, una delle più importanti per le organizzazioni che si occupano di nuove tecnologie.

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Tra le altre cose, si stima che l’applicazione Mat verrà lanciata nel campo internazionale già nel prossimo Marzo, insieme alla prima e-bike con Mat già integrato. Una presentazione che di certo farà parlare di sé.

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Quikbike: il bike sharing alimentato dai pannelli solari

Gli Stati Uniti sono spesso presi a esempio per scarsa sensibilità nei confronti della tematica ambientalista e degli sprechi. Stavolta, però, proprio dagli States giunge un’innovazione green che ha già riscosso ampi successi nel corso della sua prima sperimentazione e che ora mira a estendere i propri confini. Un’innovazione chiamata Quikbike, progetto sposato e sviluppato dal sito web Ev World, operante nel settore dei veicoli elettrici da quasi 20 anni.

Il progetto Quikbike consiste in un vero e proprio container munito di pannelli solari, i quali permettono di ricaricare le batterie di 12 esemplari di bici elettrica, che possono quindi essere messi a disposizione di cittadini e turisti attraverso la modalità di fruizione del bike sharing. Quikbike è stato lanciato a Omaha, in Nebraska, e presto verrà esportato anche in altre località statunitensi.

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Come funziona il servizio

Il funzionamento del servizio è molto semplice ed è del tutto simile a un normale punto di bike sharing per bici elettriche, soluzione sempre più presente nelle principali capitali del mondo. La differenza sostanziale, qui, sta nel fatto che le e-bike sono alimentate esclusivamente dall’energia solare immessa dal pannello che fa da copertura del container. In pratica, la società ha saputo mettere a disposizione della gente, a un costo di 15 dollari l’ora, un servizio di noleggio a impatto zero e che si auto-alimenta senza rilasciare alcun tipo di emissione nell’aria.

Il container

Il container è lungo circa 6 metri e largo meno di uno, e presenta un foro sulla copertura da cui passano i cavi del pannello, capaci di alimentare tutti e 12 gli accumulatori. Il dispositivo “può tranquillamente essere trasportato in treno o nave da una parte all’altra del pianeta. – Sottolinea Bill Moore, editor di punta di Ev World – Tutto quello di cui ha bisogno è tanto sole e un efficiente sistema wifi per il traffico cellulare”.

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In effetti, presto il sistema verrà portato anche a St. Petersburg, in Florida, meta di riferimento per i turisti a Stelle e Strisce, ma non è escluso che possa comparire presto in Europa, o addirittura in Italia. D’altra parte, l’idea della società è di trasformare Quikbike in un franchising, la cui gestione appare assolutamente fattibile sotto il profilo tecnico ed economico.

bici elettrica curiosità

La 90enne cilena che circola in bici e sogna la e-bike

Ci sono storie semplici, talmente semplici che conquistano tutti e, in poche ore, riescono a fare il giro del mondo, veicolate dai mezzi del web e della viralità. La storia di Elena Galvez, donna 90enne del villaggio di Cerrillos, in una delle tante distese rurali del Cile, appartiene a questa categoria.

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Da 43 anni a bordo della sua bici

Come detto, quella di Elena è una storia semplice, senza scene ad effetto, senza trame incrociate e senza colpi di scena mozzafiato. Quella di Elena è la storia di una donna di 90 anni e che da 43 di essi percorre in bici, ogni giorno, 30 km all’andata e 30 al ritorno per raggiungere il suo posto di lavoro. Elena vive da sola, o per lo meno senza altri essere umani, in compagnia di un piccolo allevamento di galline, quattro mucche e un vitello. Ogni giorno da 43 anni, la donna raggiunge il mercato del centro abitato più vicino per vendere le sue uova e guadagnarsi ciò che le serve per vivere.

Ogni giorno, per oltre quattro decenni, la 90enne sale a bordo della sua bici e, mentre pedala, dimentica i malanni, gli acciacchi dell’età, i fantasmi dell’artrosi. la signora Galvez è narratrice e protagonista di un racconto di vero e proprio amore simbiotico tra lei e il suo mezzo, una “compagna di vita”, come ella stessa definisce la sua bici ai microfoni del canale AJ+, dell’emittente.

Pedalare e dimenticare i dolori

A 90 anni, anche il fisico più resistente non riesce a celare i dolori, gli affanni e le difficoltà imposte dal tempo. Elena cammina con un incedere claudicante, la schiena sostiene una postura non del tutto distesa, ma ogni problema sembra dissolversi quando l’anziana monta in sella, oggi come 43 anni or sono, quando tutto cominciò. E con candita genuinità, la donna afferma ai microfoni che “non riesco a camminare bene, così in bici non sento dolore”.

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Ancora un sogno: la bici elettrica

Ma col tempo, anche pedalare sulle stradine scoscese della zona di Rengo si dimostra un’impresa sempre meno praticabile. Così la donna, per nulla persuasa ad abbandonare un’abitudine che è tale ormai da quasi mezzo secolo, rivela il suo piccolo sogno per il futuro, quello di possedere una bicicletta elettrica, che possa continuare a sostenerla a mano a mano che le energie vengono meno. Perché 43 anni di amorevoli consuetudini non si possono cancellare né sostituire né riconfigurare, ed Elena questo lo sa.

bici elettrica o bici tradizionale

In Italia aumentano i pendolari che vanno a lavoro in e-bike

Sono sempre più incoraggianti i dati relativi alla vendita e all’utilizzo della bicicletta a pedalata assistita e della bici elettrica in Italia. La Fiab – Federazione italiana amici della bicicletta – riprendendo un rapporto eseguito da Confartigianato dal titolo “Bicicletta e artigianato: alcune tendenze sulla filiera di offerta e sull’utilizzo – ha rivelato una marcata tendenza da parte dei pendolari italiani a dismettere l’utilizzo dell’auto e dei mezzi pubblici in favore dei mezzi a trazione elettrica.

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Quasi 750 mila di e-pendolari

Secondo quanto rivelato nel report dell’associazione di categoria, nel 2015 sarebbero stati circa 743 mila i lavoratori italiani che si sono serviti quotidianamente di e-bike o pedelec per raggiungere il proprio posto di lavoro, pari al 4,5% in più rispetto alle rilevazioni del 2010 (corrispondente a 32 mila nuovi ciclisti). Secondo lo studio, sarebbe la fascia d’età compresa tra i 45 e i 65 anni quella maggiormente interessata dell’incremento (+4,2% nel range 45-54 e +4,0% tra i 55 e i 65). La crescita è stata comunque generalizzata in tutte le fasce d’età, con ottime risposte anche tra i più giovani (+2,0% tra gli under 20 e +3,0% tra i 20 e i 24 anni) e gli anziani (+0,6% tra gli over 65).

Le disomogeneità territoriali

In totale, rivela la ricerca, il 3,5% dei lavoratori italiani raggiunge il proprio posto di occupazione sulle due ruote a trazione elettrica, ma la media nazionale risente di fortissime discrepanze a livello regionale. La Provincia autonoma di Bolzano si rivela la più virtuosa per ciò che riguarda gli spostamenti elettrici, scelti dal 13,2% dei pendolari. A seguire troviamo Emilia Romagna (7,8%) e Veneto (7,7%). Ai piedi della classifica, invece, Puglia, Sardegna, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lazio e Molise, tutte al di sotto dell’1% e comprese fra lo 0,9 e lo 0,5.

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Dati confortanti

I dati di Confartigianato vanno a braccetto con altre rilevazioni di mercato che mostrano come la bicicletta elettrica sia sempre più da considerare il mezzo ecologico del futuro ma anche del presente: l’ultimo rapporto di Navigant Research ha mostrato come la e-bike si sia affermata come il veicolo elettrico più venduto del mondo nel 2016, mentre un’altra analisi, condotta da OnePoll per Shimano, ha evidenziato come l’88% degli italiani sarebbe disposto ad acquistare una bicicletta elettrica. Insomma, tutti segnali che lasciano ben sperare i produttori del comparto, ma anche amministrazioni e cittadini virtuosi, che sognano smart cities immerse nel verde e prive di emissioni di scarico nel cuore delle città.

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Bici elettrica: guida all’acquisto per principianti

Se anche tu stai pensando di entrare a far parte del club della bici elettrica ma non hai alcuna conoscenza sull’argomento, ora proveremo a darti alcune informazioni utili, semplici e comprensibili anche ai meno edotti. Intanto, iniziamo col dire che il mercato delle e-bike è in forte crescita e che sempre più gente ha abbracciato il mondo della trazione elettrica, dichiarandosi pienamente soddisfatto della decisione presa.

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Intendi bici elettrica o pedelec?

Nella stragrande maggioranza dei casi, esiste un equivoco linguistico che interessa il comparto; di solito, i non esperti utilizzano il termine “bici elettrica” ma fanno riferimento alla bicicletta a pedalata assistita. La differenza è sostanziale: la bicicletta a pedalata assistita – p pedelec – è, secondo quanto regolamentato dal Codice della Strada, una normale bicicletta, può accedere a piste ciclabili e ZTL e non può superare la velocità di 25 km/h né la potenza erogata di 250W; la bici elettrica – o e-bike – è un mezzo equiparabile a un ciclomotore, non deve sottostare ai limiti di velocità e potenza erogata del pedelec ma deve essere munita di regolare targa di circolazione (e, di conseguenza, è soggetta al pagamento di assicurazione RCA). Insomma, è molto probabile che tu sia interessato all’acquisto del pedelec e su di esso forniremo informazioni utili per l’acquisto.

Come funziona la bicicletta a pedalata assistita

La bicicletta a pedalata assistita è una bici a tutti gli effetti a cui è stato installato un kit di trasformazione. Sul mercato è possibile acquistare sia modelli nativi elettrici e sia kit di elettrificazione per trasformare il proprio mezzo di proprietà in totale autonomia. Ovviamente, nel primo caso i costi da affrontare sono significativamente più alti. Il kit di trasformazione più semplice è composto da tre tecnologie: un motore, una batteria e una centralina.

Esistono tre diversi tipologie di kit, a seconda che il motore sia installato in posizione centrale, sul telaio, sul mozzo anteriore o su quello posteriore. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a leggere questo articolo che parla approfonditamente delle diverse tipologie di motore per bici elettrica. Per farla breve, diciamo che il motore montato centralmente è l’ideale per gli amanti del trekking e delle escursioni, perché solido e resistente e facile da smontare in caso di rotture improvvise; il motore al mozzo anteriore è la soluzione pensata per chi utilizza il mezzo soprattutto su circuito urbano (più leggero ma anche meno resistente agli urti e più economico), quello al mozzo posteriore rappresenta il compromesso fra le due soluzioni.

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Come scegliere

Le alternative per munirsi di una bicicletta a pedalata assistita, dunque, sono almeno due: puoi comprare un prototipo già implementato o un kit di trasformazione da far installare sul proprio mezzo. Grande successo stanno riscuotendo i sistemi fai-da-te, kit di trasformazione semplici da installare in totale autonomia e in pochi minuti. Essi rappresentano la soluzione più economica, garantendo al contempo un’ottima performanza e, con una manutenzione attenta, anche una durata più che soddisfacente, ideale per i novizi che vogliono introdursi alla disciplina ma senza investire cifre eccessive. Puoi trovare qui ulteriori informazioni tecniche e iniziare la tua avventura nel mondo dei pedelec!

costi bici elettrica

Quanto costa una bici elettrica e come risparmiare

Il mondo delle bici elettriche conquista consensi e appassionati e sempre più gente si sta avvicinando alla disciplina, un pubblico variegato e disomogeneo unito da una passione comune, che converge verso una visione nuova di mobilità e di spostamento urbano. Spesso, però, il vero disincentivo alla migrazione verso la trazione elettrica sta negli alti costi da affrontare per dotarsi di un mezzo efficiente e affidabile. Cerchiamo ora di fare chiarezza e di comprendere quali siano i costi da affrontare per l’acquisto di un pedelec e come sia possibile abbatterli.

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Chiarimento: la bici a pedalata assistita non è la bici elettrica

Sgomberiamo prima il campo da ogni possibile equivoco: non è raro che i meno esperti si riferiscano alla bici elettrica intendendo però il pedelec (o bici a pedalata assistita): chiariamo che solo la bici a pedalata assistita è esente da vincoli di natura normativa quali l’assicurazione RCA e l’immatricolazione ma, al contempo, deve ossequiare a restrizioni tecniche quali il limite di velocità erogata di 25 km/h e di potenza nominale di 250 Watt. Ora continueremo la trattazione facendo riferimento al pedelec.

Quanto costa una buona bicicletta a pedalata assistita?

Stimare i costi di una bicicletta elettrica non è semplice, ci sono molte variabili da considerare e molto dipende anche dalla tipologia di modello, dal tipo di mezzo (da trekking o urbano), dal motore e dall’efficienza delle batterie, solo per menzionare alcuni parametri. Volendo fare un discorso più generalizzato (e, inevitabilmente, solo approssimativo), possiamo delineare una fascia di prezzo media non inferiore ai 1.000-1.200 euro per i prototipi commerciali di media qualità. Inutile specificare che, per modelli top quality, si possono raggiungere cifre ben superiori, a seconda di elementi come la qualità e i materiali del telaio, la potenza e il montaggio del motore, le prestazioni della batteria, il design.

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Un’alternativa economica all’acquisto del prototipo in pronta consegna è rappresentata dal kit di trasformazione: chi dispone di una bicicletta, può acquistare il kit di elettrificazione fai-da-te composto da un motore, una batteria e una centralina. Anche qui, esistono modelli e versioni più o meno complessi e professionali che influenzano il prezzo di listino. Un kit di elettrificazione di media qualità e indicato per i neofiti della disciplina presenta costi medi compresi tra i 500 e gli 800 euro, per un risparmio medio del 40-60%.