Cosmobike

Anche il Cosmobike Show di Verona incorona la bici elettrica

Veronafiere ha accolto la terza edizione del Cosmobike Show, kermesse dedicata al mondo delle due ruote che, lo scorso 15-18 settembre, ha celebrato la sua terza edizione. Un’occasione di dialogo e di bilanci, oltre che una vetrina importante per tutti gli operatori del settore che, quest’anno, ha visto anche la partecipazione del campione del ciclismo Fabio Aru in qualità di testimonial d’eccezione.

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Verona, in occasione della quattro giorni dedicata alla bici, è tornata capitale delle due ruote e la manifestazione ha permesso di trattare le tematiche emergenti relative al mondo della bicicletta. Mai come nell’edizione appena conclusa, la bici elettrica si è presa la scena e ha catalizzato le attenzioni degli addetti ai lavori. Ancora riecheggia lo straordinario risultato che il segmento dell’elettrico ha fatto segnare nel corso del 2016: un +120% delle vendite, come emerso dalle rilevazioni Ancma, che ha riscritto e sta riscrivendo la storia della mobilità elettrica.

Bici elettrica: ora ci siamo

Nel corso del 2016 in Italia sono state introdotte sul mercato 124.400 nuove bici elettriche, contro le 56.000 commercializzate nel 2015, un impulso impetuoso del settore che ha permesso al pedelec di fare da traino all’intero comparto bike, considerata la flessione che, invece, ha subito il mercato delle bici tradizionali (-2,6% su base annua).

E pensare che la bici elettrica aveva bagnato il suo esordio nel settore mobilità tra lo scetticismo generale, ritenuta una soluzione poco pratica, antiestetica e inutilmente costosa. Oggi la ebike assorbe un decimo dell’intero mercato ciclistico e le prospettive future sono rosee. Non solo cresce la passione del pubblico per la bici a pedalata assistita, ma anche amministrazioni locali e centrali stanno lavorando a nuovi progetti per una riqualificazione strutturale del sistema di trasporti, basato su mobilità sostenibile e turismo virtuoso, due aree in cui la bici elettrica recita un ruolo da protagonista assoluta.

Rivedere le restrizioni sulla velocità

A ostacolare la definitiva ascesa della bici elettrica a pedalata assistita concorre una normativa particolarmente restrittiva in relazione alle sue possibilità tecniche: ad oggi, le bici elettriche a pedalata assistita possono raggiungere la velocità massima di 25 km/h, per una potenza limite del motore di 250 watt. Poco, troppo poco per consentire agli appassionati di sfruttare appieno le potenzialità del veicolo e di renderlo, definitivamente, una reale alternativa ai mezzi pubblici urbano o all’automobile. La e-bike, d’altronde, nasce principalmente per rispondere all’esigenza di funzionalità urbana, come rimedio contro la caoticità del traffico quotidiano e al conseguente inquinamento stradale. Lì sta il nodo da sciogliere per sdoganare completamente il pedelec in tutte le sue potenzialità, in parte ancora inespresse.

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Cicloturismo e mobilità urbana

Il Belpaese sarà anche, sempre più, Paese Verde. Il Governo ha appena dato l’ok a una bozza di piano per la mobilità sostenibile e per il cicloturismo basato sulla realizzazione di nuove infrastrutture sul calco del modello di Germania e Olanda, le due realtà più green del Vecchio Continente. Al varo, un progetto di cicloturismo ecologico basato sulla progettazione di 6.000 km di percorsi per ciclisti e la riqualificazione di 28 case cantoniere da riportare in vita presso i percorsi dedicati a pedoni e amanti della bicicletta.

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